Come ottenere i primi backlink: guida per piccole aziende
Risposta breve
Per ottenere i primi backlink, una piccola azienda dovrebbe creare contenuti utili e originali, individuare siti pertinenti al proprio settore e costruire relazioni con partner, associazioni e pubblicazioni specializzate. La qualità e la rilevanza dei collegamenti contano più della quantità. Una strategia efficace parte da citazioni autentiche, evitando acquisti di link finalizzati a manipolare Google.
Come trovare parole chiave a bassa concorrenza e attirare clienti su Google
Quando un sito è appena nato, scegliere le parole chiave sbagliate può significare investire settimane nella scrittura di contenuti che nessuno troverà. Non necessariamente perché siano scritti male, ma perché cercano di competere, fin dal primo giorno, con siti molto più conosciuti e consolidati.
È una situazione comune. Un piccolo produttore di software vuole posizionarsi per “gestionale”. Un fotografo punta su “fotografo matrimonio”. Un'azienda di arredamento pubblica articoli dedicati semplicemente a “mobili” o “design interni”.
Sono argomenti pertinenti, ma troppo generici per rappresentare sempre il miglior punto di partenza.
Una strategia più intelligente consiste nell'individuare parole chiave a bassa concorrenza, legate a esigenze concrete e sufficientemente specifiche da permettere anche a un sito nuovo di costruire una presenza riconoscibile.
Questo non significa inseguire ricerche che nessuno effettua o aggiungere parole a una frase finché diventa lunghissima. Significa riconoscere le domande per cui puoi offrire una risposta particolarmente utile, autorevole e vicina a ciò che i tuoi potenziali clienti stanno cercando.
Vediamo come individuare queste opportunità, valutarle senza affidarsi ciecamente ai numeri e trasformarle in contenuti che possano generare visite e, soprattutto, richieste commerciali.
Che cosa significa davvero “bassa concorrenza” nella SEO?
Una parola chiave è relativamente poco competitiva quando, considerando i risultati già presenti su Google e le caratteristiche del tuo sito, esiste uno spazio realistico per proporre una risposta migliore o più pertinente.
La difficoltà non dipende da un solo fattore.
Conta quanto siano forti e specializzati i siti già presenti nei risultati, ma anche quanto siano utili le pagine che hanno pubblicato, quanto rispondano precisamente alla domanda e quale formato Google mostri per quella ricerca.
Per esempio, una ricerca molto specifica potrebbe restituire soltanto siti autorevoli che la soddisfano perfettamente. Un'altra, apparentemente più generica, potrebbe mostrare guide incomplete, vecchie o poco pertinenti.
Ecco perché una keyword lunga non è automaticamente una keyword facile.
Gli strumenti SEO commerciali propongono spesso un indicatore di difficoltà, espresso attraverso un punteggio. Può essere utile per una prima selezione, ma rappresenta una stima costruita secondo la metodologia di quello strumento, non una valutazione ufficiale di Google.
Esiste inoltre una distinzione importante: nello Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads, la metrica “Concorrenza” indica il livello di competizione tra inserzionisti pubblicitari. Non misura direttamente la difficoltà di raggiungere le prime posizioni organiche.
Per questo, prima di decidere quali parole chiave utilizzare, conviene osservare i risultati di ricerca reali.
Parti dalle domande dei clienti, non dalle parole che piacciono alla tua azienda
Il punto di partenza migliore non è necessariamente un software SEO. Sono le conversazioni che avvengono ogni giorno intorno alla tua attività.
Pensa alle domande che ricevi prima di una vendita.
Un cliente potrebbe chiedere quanto costa un determinato servizio, quali alternative esistono, quali funzionalità sono incluse, se una soluzione è adatta alla sua situazione oppure quali errori dovrebbe evitare prima di acquistare.
Ognuna di queste domande può suggerire una ricerca da verificare.
Immaginiamo un'azienda che vende software gestionali per ristoranti.
Potrebbe iniziare da una parola molto generica come “gestionale”. Ma questa ricerca non dice quasi nulla sul tipo di attività, sul problema da risolvere o sulla disponibilità ad acquistare.
“Gestionale per ristoranti” restringe il contesto. “Prezzi gestionale per ristorante” introduce un bisogno diverso: capire quanto potrebbe costare una soluzione.
Non stiamo affermando che queste tre ricerche abbiano volumi specifici o che siano facili da posizionare. Sono esempi per mostrare quanto possa cambiare l'intenzione di chi cerca.
La stessa logica vale per quasi tutti i settori:
Un commercialista può esplorare ricerche relative alla contabilità per startup, anziché puntare soltanto su “commercialista”.
Un negozio specializzato può concentrarsi su modelli, materiali, utilizzi e problemi particolari, invece di pubblicare sempre guide generiche sui prodotti.
Un'azienda B2B può rispondere a domande su compatibilità, costi, implementazione e confronto tra soluzioni.

Il vantaggio non sta soltanto nella possibile riduzione della concorrenza. Sta nella maggiore precisione con cui puoi capire chi stai cercando di raggiungere.
Come trovare parole chiave a bassa concorrenza senza strumenti costosi
Non serve iniziare acquistando una piattaforma professionale. Esistono diversi modi per raccogliere idee e ottenere indicazioni utili, purché si conoscano i limiti di ciascuno.
1. Usa i suggerimenti di Google per scoprire ricerche più specifiche
Inizia scrivendo su Google il nome del tuo prodotto o servizio, senza completare immediatamente la ricerca.
Osserva le proposte di completamento automatico, poi ripeti aggiungendo termini come “prezzi”, “per”, “come”, “senza”, “migliore per” oppure il nome di una città.
Apri anche le sezioni dedicate alle domande correlate, quando disponibili.
Questi suggerimenti possono aiutarti a scoprire formulazioni alle quali non avevi pensato. Non sono però un elenco completo delle ricerche e non dimostrano, da soli, che una keyword abbia un determinato volume o una concorrenza bassa.
Raccogli le idee in un foglio di lavoro, senza decidere subito quali meritino una pagina dedicata.
2. Cerca opportunità dentro Google Search Console
Se il tuo sito riceve già impressioni nella Ricerca Google, Google Search Console può diventare una fonte particolarmente preziosa.
Apri Rendimento → Risultati di ricerca, seleziona un intervallo temporale sufficientemente ampio, per esempio gli ultimi tre mesi, e consulta la scheda “Query”.
Se il tuo mercato è italiano, puoi applicare anche il filtro per Paese, scegliendo l'Italia. Tieni presente che il Paese non equivale alla lingua: alcune ricerche italiane possono provenire dall'estero.
Osserva soprattutto le ricerche per cui ricevi impressioni ma pochi clic.
Non rappresentano automaticamente opportunità facili. Alcune potrebbero essere troppo competitive, altre poco pertinenti. Tuttavia, indicano che almeno una pagina del sito è già stata mostrata in relazione a quelle ricerche.
Clicca su una query e apri la scheda “Pagine” per scoprire quali URL sono apparsi.
A questo punto poniti una domanda: esiste già una pagina che potrebbe rispondere meglio a questa ricerca, oppure manca un contenuto realmente utile?
Nel primo caso potrebbe bastare migliorare quello che hai. Nel secondo, potresti aver individuato un argomento per un nuovo articolo.
Non interpretare la posizione media come una posizione fissa: può variare in base alle ricerche, ai dispositivi, ai Paesi e al periodo osservato. Inoltre, Search Console non mostra necessariamente ogni singola query per ragioni legate alla disponibilità dei dati e alla privacy.
Se il sito è appena stato pubblicato e non dispone ancora di dati sufficienti, passa agli altri metodi.
3. Usa Keyword Planner per verificare la domanda
Lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads permette di esplorare termini correlati e consultare indicazioni sulle ricerche.
Può essere utile per capire se un gruppo di argomenti presenta una domanda osservabile e per confrontare diverse formulazioni.
Ci sono però due precauzioni.
La prima riguarda l'accesso: Keyword Planner richiede la configurazione di un account Google Ads, che può comprendere l'inserimento dei dati di fatturazione. Gli account senza un'attività pubblicitaria sufficiente possono inoltre ricevere intervalli ampi anziché valori dettagliati.
La seconda riguarda l'interpretazione: una keyword con concorrenza pubblicitaria bassa non è necessariamente facile da conquistare nella SEO organica.
Considera quindi Keyword Planner uno strumento per esplorare la domanda, non un sistema che decide quali pagine riusciranno a posizionarsi.
4. Controlla le tendenze, non soltanto i volumi
Quando una ricerca è collegata a stagioni, tecnologie emergenti o cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, consulta anche Google Trends.
Può aiutarti a confrontare l'interesse relativo per alcuni termini, osservare la stagionalità e individuare variazioni nel tempo.
Non confondere però l'indice di Google Trends con il numero assoluto di ricerche.
Una tendenza crescente non equivale a una previsione di traffico per il tuo sito, così come una query con dati limitati non va automaticamente scartata.
Come valutare la concorrenza direttamente nei risultati di Google
Questo è il passaggio che merita più attenzione.
Hai raccolto una lista di possibili parole chiave. Ora devi capire se pubblicare un contenuto su ciascuna di esse rappresenti una decisione sensata.
Apri Google e analizza i risultati per la ricerca esatta, nella lingua e nel mercato che vuoi raggiungere.
Controlla innanzitutto che cosa vuole l'utente
Se i risultati mostrano soprattutto pagine prodotto, può essere difficile soddisfare quella ricerca con un articolo puramente informativo.
Se invece compaiono guide approfondite, confronti e tutorial, probabilmente gli utenti si aspettano informazioni prima di scegliere.
In alcuni casi Google presenta risultati locali, schede di attività, video oppure pagine di categoria.
Non sono dettagli secondari. Ti aiutano a capire quale tipo di contenuto potrebbe rispondere meglio alla domanda.
Esamina chi occupa le prime posizioni
Guarda almeno i primi cinque risultati organici, possibilmente estendendo l'analisi ai primi dieci.
Chiediti se provengano tutti da grandi operatori estremamente specializzati oppure se compaiano anche siti più piccoli, aziende di nicchia e risorse focalizzate su problemi specifici.
La presenza di un sito piccolo non garantisce che sia facile posizionarsi. È però un motivo per approfondire, invece di escludere immediatamente quella ricerca.
Individua quello che manca
Apri le pagine concorrenti e prova a utilizzarle come farebbe un potenziale cliente.
Se stai cercando una soluzione software, riesci a capire i costi, le differenze tra le opzioni, i requisiti tecnici e le limitazioni?
Se stai valutando un servizio, trovi esempi concreti, spiegazioni comprensibili e informazioni sufficienti per prendere una decisione?
Una pagina può essere lunga e ben ottimizzata, ma lasciare comunque irrisolta la domanda centrale.
È proprio qui che può nascere un'opportunità: non semplicemente scrivere un articolo più lungo, ma offrire una risposta che mancava.
Non scambiare ogni debolezza apparente per un'occasione
Un risultato con una grafica datata non è necessariamente facile da superare. Un forum nelle prime posizioni non significa automaticamente che la concorrenza sia scarsa. E un articolo più recente non è per forza migliore.
Devi chiederti se puoi fornire un valore verificabile che le pagine esistenti non offrono.
Potrebbe essere un confronto più utile, una procedura originale, una spiegazione tecnica, una prospettiva locale o l'esperienza diretta maturata nel tuo settore.
Senza questa differenza, rischi soltanto di aggiungere un contenuto simile a molti altri.
Il metodo dei quattro criteri: quali keyword pubblicare per prime?
Dopo l'analisi, il problema non è più trovare idee. È decidere quali meritano il tuo tempo.
Puoi usare una piccola matrice editoriale con quattro criteri, assegnando a ciascuno un punteggio da zero a due.
Criterio | 0 punti | 1 punto | 2 punti |
|---|---|---|---|
Pertinenza per il cliente | Poco rilevante | Collegamento indiretto | Bisogno centrale |
Potenziale commerciale | Semplice curiosità | Fase di valutazione | Vicino a una decisione |
Spazio nei risultati | Risposte già molto complete | Alcune lacune | Lacuna concreta e importante |
Valore originale possibile | Nulla da aggiungere | Esempi più utili | Esperienza o risorsa distintiva |
Un totale di 6–8 punti può suggerire una priorità alta; 4-5 una possibile prova; 0-3 un argomento da rimandare.
Questa matrice non è un algoritmo di Google e non misura la probabilità di posizionamento. È uno strumento di decisione editoriale. Non sostituisce la verifica della domanda, l'analisi tecnica del sito o lo studio dei concorrenti.
Serve soprattutto a evitare un errore costoso: pubblicare tutto ciò che sembra interessante, senza stabilire quale contenuto possa davvero contribuire agli obiettivi dell'attività.
Esempio pratico: scegliere le keyword per un software gestionale
Torniamo al caso ipotetico di un'azienda che vende un gestionale per ristoranti.
La prima intuizione potrebbe essere creare numerosi articoli sulla parola “gestionale”. Ma un sito nuovo avrebbe bisogno di una struttura più precisa.
Ecco come potremmo organizzare alcune ricerche candidate, prima di verificarne domanda e concorrenza:
Ricerca candidata | Bisogno probabile | Contenuto da valutare |
|---|---|---|
gestionale | Capire o trovare una soluzione generica | Da approfondire prima di creare una pagina |
gestionale per ristoranti | Esplorare soluzioni dedicate | Pagina prodotto o categoria |
prezzi gestionale ristorante | Comprendere il costo | Guida ai prezzi e ai fattori di costo |
software gestione tavoli ristorante | Valutare una funzione specifica | Pagina della funzione, se realmente disponibile |
gestionale ristorante demo | Provare una soluzione | Pagina dimostrativa |
La parte importante non è la quantità di parole chiave individuate, ma il percorso che rappresentano.
Una persona potrebbe iniziare informandosi sulle possibilità offerte dai software gestionali, poi cercare una soluzione dedicata ai ristoranti e infine voler conoscere prezzi o modalità di prova.
Un sito ben organizzato dovrebbe accompagnare queste necessità con pagine distinte quando il bisogno cambia davvero.
Una guida informativa può collegarsi alla pagina del prodotto. Una spiegazione sui costi può rimandare al listino. Una pagina dedicata a una funzionalità può condurre a una dimostrazione.
In questo modo, il traffico organico non rimane separato dal percorso commerciale.
Una parola chiave non richiede sempre una pagina nuova
Uno degli errori più comuni è trasformare ogni variante di ricerca in un articolo indipendente.
Immagina di pubblicare una pagina su “costo gestionale ristorante”, una su “prezzo gestionale per ristoranti” e una terza su “quanto costa un software gestionale ristorante”.
Se tutte rispondono alla stessa domanda, rischi di creare tre contenuti quasi identici che non offrono un reale vantaggio a chi cerca.
Potrebbero inoltre sovrapporsi nelle ricerche organiche, rendendo più complicato capire quale pagina debba essere la risorsa principale.
Conviene invece raggruppare le query che condividono lo stesso intento e creare una pagina completa, nella quale affrontare le sfumature più importanti.
Una pagina separata ha senso quando cambia sostanzialmente la necessità dell'utente: per esempio, comprendere i prezzi non è la stessa cosa che richiedere una dimostrazione.
La regola è semplice: una pagina principale per ogni bisogno distinto, non una pagina per ogni combinazione di parole.

Un piano di 30 giorni per cominciare senza disperdere risorse
Un sito nuovo non deve necessariamente pubblicare decine di articoli nel primo mese.
Ha più bisogno di costruire una base coerente, verificabile e collegata ai servizi che offre.
Giorni 1–3: raccogli le opportunità
Scrivi almeno 20–30 domande che potrebbero emergere prima dell'acquisto del tuo prodotto o servizio.
Cerca spunti nelle conversazioni commerciali, nelle richieste di assistenza, nei contenuti della concorrenza e nei suggerimenti di Google.
Raggruppa le domande in temi, distinguendo quelle informative da quelle più vicine a una scelta commerciale.
Giorni 4–7: seleziona e verifica
Riduci la lista a circa 8–10 opportunità da esaminare.
Per ciascuna, controlla le pagine già presenti su Google, il tipo di contenuto che prevale e la possibilità di offrire una risposta distintiva.
Se disponi di dati sulla domanda, utilizzali. Se non ne disponi, indica la ricerca come ipotesi da verificare, non come opportunità dimostrata.
Settimane 2–3: pubblica meno, ma meglio
Scegli due o tre contenuti davvero utili.
Una possibile sequenza è pubblicare prima una pagina o una guida vicina a una decisione commerciale, poi un contenuto informativo capace di sostenere quella pagina con un collegamento interno pertinente.
Inserisci esempi originali, rispondi alle domande principali e assicurati che il lettore comprenda quale passo compiere dopo.
Non duplicare pagine già esistenti soltanto per utilizzare nuove varianti di keyword.
Settimana 4: controlla i segnali disponibili
Verifica che le pagine siano accessibili, incluse nella sitemap quando opportuno e prive di blocchi all'indicizzazione involontari.
Puoi usare gli strumenti SEO gratuiti di RepGet per controllare elementi come sitemap, robots.txt e meta tag.
Se Search Console mostra già impressioni o clic, osserva le query e le pagine coinvolte. Se non hai ancora dati sufficienti, non significa automaticamente che la strategia sia sbagliata: un mese è una finestra limitata, soprattutto per un dominio nuovo.
Registra le modifiche e continua a valutare l'andamento su periodi adeguati.
L'obiettivo iniziale è costruire contenuti validi e misurabili, non aspettarsi una prima posizione entro una scadenza arbitraria.
La keyword giusta non basta se la pagina non è utile
Una ricerca promettente non salva un contenuto superficiale.
Quando hai scelto una parola chiave, costruisci la pagina intorno al problema che l'utente vuole risolvere.
Un buon articolo dovrebbe chiarire presto la risposta principale, spiegare i criteri necessari per prendere una decisione, includere esempi comprensibili e distinguere ciò che è verificato da ciò che dipende dalle circostanze.
Quando possibile, aggiungi qualcosa che nasce dalla tua esperienza: un confronto svolto realmente, un caso documentato, una procedura collaudata o una risorsa utile.
È una direzione coerente con le indicazioni di Google sui contenuti utili e affidabili, che invitano a creare pagine pensate prima di tutto per le persone.
Non servono ripetizioni artificiali della parola chiave. Servono chiarezza, precisione e una risposta convincente.
E se l'utente sta cercando un servizio o un prodotto, deve poter capire facilmente come approfondire o entrare in contatto con l'azienda.
Come rendere più semplice questo lavoro con RepGet
La difficoltà, spesso, non è trovare una singola parola chiave. È mantenere nel tempo un processo che colleghi analisi, ricerca degli argomenti, pubblicazione e valutazione dei risultati.
RepGet riunisce queste attività in una piattaforma pensata per aiutare le aziende a sviluppare la propria visibilità organica, con ricerca di parole chiave, generazione di contenuti, pubblicazione sui CMS supportati e report collegati agli strumenti Google.
Se stai iniziando, puoi partire da un'analisi gratuita del tuo sito per individuare problemi SEO e aspetti da migliorare prima di investire nella produzione di nuovi articoli.
Nessuna piattaforma può garantire il posizionamento di una pagina. Gli strumenti diventano utili quando consentono di lavorare con maggiore continuità, prendere decisioni meglio informate e dedicare più tempo alla qualità dei contenuti.
Conclusione: non cercare la parola chiave più facile, cerca quella più utile
Le parole chiave a bassa concorrenza possono rappresentare un punto di partenza interessante per un sito nuovo, ma soltanto quando sono collegate a una domanda reale e a un contenuto che merita di essere pubblicato.
Il volume di ricerca, da solo, non racconta quanto una visita possa essere importante per la tua attività. Un punteggio di difficoltà non sostituisce l'osservazione dei risultati. E pubblicare molti articoli non equivale automaticamente a costruire autorevolezza.
La strategia più solida consiste nell'ascoltare i clienti, identificare problemi specifici, scegliere le opportunità realistiche e creare poche pagine capaci di risolverli bene.
È da questa combinazione di pertinenza, utilità e continuità che può iniziare una crescita organica sostenibile.
La domanda da farti, prima di scrivere il prossimo articolo, non è soltanto “per quale keyword voglio posizionarmi?”, ma “quale problema posso risolvere meglio di ciò che oggi si trova su Google?”.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se una parola chiave ha poca concorrenza?
Analizza i risultati di Google, i siti già posizionati, il tipo di contenuto mostrato e quanto le pagine esistenti rispondano alla domanda. I punteggi di difficoltà forniti dagli strumenti SEO possono aiutare, ma non sono misure ufficiali di Google né garantiscono risultati.
Le parole chiave long tail sono sempre più facili da posizionare?
No. Le parole chiave long tail descrivono spesso ricerche più specifiche, ma possono essere comunque molto competitive, soprattutto quando hanno un forte valore commerciale. La difficoltà va valutata osservando i risultati effettivi e il contesto del proprio sito.
Posso trovare parole chiave senza pagare strumenti SEO?
Sì. Puoi iniziare dalle domande dei clienti, dai suggerimenti di Google, dalle ricerche correlate e dai dati di Google Search Console. Keyword Planner offre ulteriori informazioni, ma richiede un account Google Ads configurato e può applicare limitazioni ai dati disponibili.
Quante parole chiave devo utilizzare in un articolo?
Non esiste un numero ideale. Scegli un argomento e un intento principale, poi affronta naturalmente le domande e le varianti pertinenti. Non è necessario ripetere una keyword un certo numero di volte, né creare una pagina diversa per ogni sua variazione.
Una parola chiave con poche ricerche può portare clienti?
Sì, è possibile. Una ricerca molto specifica può intercettare una persona vicina a una decisione commerciale. Tuttavia, un basso volume non garantisce conversioni: contano anche pertinenza, offerta, qualità della pagina e possibilità concreta di raggiungere il pubblico.
Quanto tempo serve per posizionare un sito nuovo su Google?
Non esiste una durata garantita. I risultati dipendono dalla concorrenza, dall'accessibilità tecnica del sito, dalla qualità e pertinenza delle pagine e da numerosi altri fattori. Conviene monitorare indicizzazione, impressioni, clic e richieste commerciali nel tempo, senza aspettarsi risultati immediati.